Esodo

Che amaro raccontare
 davanti questi corpi.
 Queste mura profumano
 di morte come carne
 pallida e incancrenita.
 Potessero gridare
 sicuro striderebbero un lamento,
 ma sono senza fiato
 e senza alcuna voglia di aprir bocca.
 Il silenzio che spira
 la finestra coi vetri
 scoppiati, chiusi nella ragnatela,
 riverbera una storia
 di sarmenti, di spighe e di lamenti,
 di fatiche e dolori nella notte;
 di corpi che nel letto
 sognavano la terra
 per ritrovarla il giorno
 a piegare una zappa, 
 e tra i colpi intonare
 amare cantilene.

Claudio Mirabella

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