Che amaro raccontare davanti questi corpi. Queste mura profumano di morte come carne pallida e incancrenita. Potessero gridare sicuro striderebbero un lamento, ma sono senza fiato e senza alcuna voglia di aprir bocca. Il silenzio che spira la finestra coi vetri scoppiati, chiusi nella ragnatela, riverbera una storia di sarmenti, di spighe e di lamenti, di fatiche e dolori nella notte; di corpi che nel letto sognavano la terra per ritrovarla il giorno a piegare una zappa, e tra i colpi intonare amare cantilene.
Claudio Mirabella
