Il pallone

Un giovane stringe al petto il pallone
nel vicolo che serra i tiri e le urla.
I giochi di corse, botte e rapine
mai più saranno animati dai sogni
di sempre, e nessuno più vorrà crederci.
Lento dispiega sul volto un silenzio
– schifoso – identico a quello del padre.

Le braccia stringono al petto una donna
sul letto trafitto da uno spiraglio.
Come un marchio indelebile il silenzio
cela la languida smorfia di sdegno.
Ripensa quel caro vicolo stretto:
serrande di odori, di rauche voci
impossibili investivano il corpo 
disteso a scrutare sopra la pila.
Diceva: "non ho tempo" o "non ho voglia",
così da non mostrare la vergogna
d'essere ancora attaccato al pallone.

Claudio Mirabella

In copertina: Genius loci, di Giuseppe Zito

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