Un giovane stringe al petto il pallone nel vicolo che serra i tiri e le urla. I giochi di corse, botte e rapine mai più saranno animati dai sogni di sempre, e nessuno più vorrà crederci. Lento dispiega sul volto un silenzio – schifoso – identico a quello del padre. Le braccia stringono al petto una donna sul letto trafitto da uno spiraglio. Come un marchio indelebile il silenzio cela la languida smorfia di sdegno. Ripensa quel caro vicolo stretto: serrande di odori, di rauche voci impossibili investivano il corpo disteso a scrutare sopra la pila. Diceva: "non ho tempo" o "non ho voglia", così da non mostrare la vergogna d'essere ancora attaccato al pallone.
Claudio Mirabella
In copertina: Genius loci, di Giuseppe Zito
