Ferroviere

Carovaniere di suoni
migrano in un arabico velo
rosa, spinosi tuoni
sulle spalle di Melo.
Un Gogol a cappotto
rima in camicia di forza,
una radio sul cruscotto
nel treno in carrozza.
Una felice corda
illude l’anima in pezzi,
ferisce una cecità sorda
priva di mezzi.
Nelle mani chiodi di pegni
nelle ossa fiori di acciaio
sul petto freddi regni
in testa ferite da calamaio.
Nessuna poesia rende giustizia
all’empatia e alla malizia.

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