Risuona il tuo beato riso

Risuona il tuo beato riso
a me lontano, come il vento, il grido.
Traversa le stanze in giubilo
poi sgorga dalle finestre.
Ondate festose ora volteggiano
in rifulgenti nugoli sospinti
da lievi sbuffi d'ali,
da correnti ascensionali.
Giù bacian la terra, varcano fronde,
e per cespi ubriachi come onde
giungono a me.

Per spiragli, fessure, e balconi
s'insinua il tuo riso,
e io l'accolgo, l'accolgo ridendo!
Ora, al dì fuori, nell'aria rafferma,
spirano insieme i nostri respiri:
l'eco che più ritorna più rallenta
mai interrompe i suoi eterni giri.

Claudio Mirabella

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